LA SPONDA DI ITACA

Il ritorno è un vento avverso alla prora
un goniometro dormiente sulla mappa.

È l’odissea che strappa l’ultima pagina
all’infinito mare dei naviganti

e una tela basta di penelope fattura
ad avvolgervisi.

 

(da: Il venditore di suoni tattili – 2007)

 

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STRALCIO DA UNA VITA

                                a Peter Mead – Illinois

Chi è il mio iscariota?
E quale sinedrio l’ha stabilito?
Porto la mia croce (la similitudine
io vi prego d’assolvere)
in una gerusalemme remota
e non vedo accanto il cireneo
e in cima non m’aspetta un gòlgota.

(da: Il venditore di suoni tattili – 2007)

LA GIOSTRA

con il tempo bello
la domenica pomeriggio andavamo al Valentino
e sempre facevamo tappa con i miei
dove stava la giostra.

mio padre – ci sedeva me e mio fratello
nella stessa diligenza imbullonata al pavimento

ma io non amavo quel carosello festaiolo
il suo monotono ruotare
lo sfarzo dei colori
le note dolciastre che ci mormoravano per quei tre minuti.

io spiavo le rosse
sgangherate macchinette a pedali
della vecchina col banchetto allato del vespasiano.

andavano sciolte
come pecorelle al campo
qualcuna – osando – s’allontanava
e io la seguivo con lo sguardo rimpicciolirsi
zigzagando
oltre l’afrore di piscio.

 

(da: Luminol – 2018)

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IN VENTRE MATRIS

da un fotogramma del Nulla
mi schiudo in questo tabernacolo
tenero di mucose e umori
dove cellule operose tessono le mie parti.
di voi

mi giunge l’eco
delle voci vostre incorporee
sgrammaticate a me
che mi compongo
in questo mio farmi
con inchiostro esclamativo.

non chiederò del mio natale
qui sono acceso come un fuoco ardente
un ciliegio in fiore.
qui sono una divinità fertile

alla nona luna
serraglio di preghiere.

(da: Luminol – 2018)

ATEISMO

non il mare largo all’orizzonte
culla di crociere e catamarani
mercanzia per amanti e poeti

ma l’acqua oleosa del porticciolo
m’attardo ad ascoltare: spettatore
delle reti a riposo e quell’odore
stantìo di lische.

(da: Luminol – 2018)