Alcuni giorni fa, discutendo di poesia con un mio carissimo amico, che segue con attenzione le sorti del mio lavoro poetico, mi fece notare come sovente nei miei versi ricorre il sostantivo passo, con la sua variante plurale passi.
L’osservazione è più che attenta. La mia poesia è preminentemente poesia sull’uomo e caratteristica primaria di questi, come di ogni altro essere vivente libero, è il movimento.
Ora, il movimento dell’uomo, ovvero il suo spostarsi nel tempo e nello spazio, si chiama cammino, di cui il passo ne è l’unità di misura.
Alludendo al passo (o ai passi), quindi, altro non faccio che alludere all’esperienza umana attraverso la metafora di quell’unità semplice, quanto faticosa, che sta al principio di ogni “traguardo”.

images

Annunci

2 pensieri riguardo “”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...