Memorie di un vincitore

Fu una mossa improvvisa
L’eco d’un sodalizio di muscoli.
Nel cerchio della storia feci il mio ingresso
Di popolo e suoni il tripudio poi.

Ma la notte salì lasciando all’alba
Che in un giorno ne portò altre ancora.
Passò l’allegrezza e i musicanti
Uno alla volta andarono via.

Su un trono di paglia ora narro alle mosche
Nelle mani stringendo il trofeo.
Con me un’ombra indica l’assenza
E un brivido chiama il nome che porto.

(da: Formicaio barocco – 2004)

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