Il testamento di Icaro

Caelum ipsum petimus stultitia
(Orazio – Odi 3, 38)

In ogni angolo cercasti o padre
Un foro che ci aprisse alla libertà
E quando la rinuncia ti fu accanto
Alzasti il capo come a ragionare.

Dal memoriale della natura
Ti sovvenne allora una pagina
E di piume e di cera facesti appendici
Alle nostre scapole.

Sospesi nel dominio degli uccelli
Mi dicesti: – Al sole troppo non t’accostare!
Le tue ali colerebbero come candele al buio.
Non verrà altra vita ad assolverti.

Inebriato da quella vigna di luce
Scordai padre le tue consegne
E degli abissi fui giovane arredo.
Non venne altra vita ad assolvermi.

(da: Formicaio barocco – 2004)

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