EX TENEBRIS ERUERE

Buona per altra copertura
la terra posta al lato dal piccolo escavatore arancione.
Terra grassa. Incolpevole.
Saziata da sotterranea attività di acque
e stagioni.

Ma è con le sole mani
che l’ultimo foglio è stracciato
a scoprire quel corpo cenerino
chiuso nel cerchio del tempo
scomporsi ora in puzzle di ossa.

Cosa non stava in quello scasso
l’ho appreso invece avviandomi all’uscita.
Con l’angolo basso dell’occhio a sincerarmi ancora
lungo il muro di cinta
mi avviso di non aver scorto morte

…se non la nera cantora
che lega il mio pensiero
alla radice di un metronomo.

( Inedito)

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