AMÌGDALA

il lampo scimmiesco non mi attraverserà stavolta.

disobbedendo alla fisiologia
stavolta  me ne starò fermo – ben visibile
al confine di fuga.

che arrivi l’imprevisto col suo dispaccio
– dal magazzino dell’usato
le sinapsi avvezze
non m’imporanno parole doppie
o degl’ossi la fuggitiva salvezza.

stavolta no. voglio incrociarla la minaccia.
la pecca della paura
venuta a forzare la mia intimità.

così – da uno strepitìo della ragione
compresi fatalmente
ciò che è ignoto a una chimica prudente
e della colpa l’accettazione.

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