Archivio mensile:settembre 2015

OTIUM

chiuso fra le parentesi quadre di una canzonetta
la x è un uccello con un’ala spezzata.

non è bastato elevarla al quadrato:
ne ho ricavato due sponde
custodi di un fiume insonne

da quella meno nebbiosa
con la mia sporta di minuti
pesco febbrilmente in quella liquida essenza

che ripete il mio volto più vecchio

ogni volta che l’amo tiro su
curvo con il solo verme.

DALL’ESILIO

Ci stiamo abituando a questo luogo.

Per nulla l’oscillare ci stupisce
dalla luce alla notte come il mare
né la malastagione né lo strazio della terra
per lo sbadiglio delle sue viscere.

Ci stiamo abituando a noi stessi
alle nostre veglie ai nostri sonni
al biasimato chiacchiericcio
al dolore di testa come alla zoppìa.

Né il muro ormai più c’infastidisce
che dell’orizzonte sbarra il cammino
e da questa corte stipata di sguardi
vedere al di là proibisce.

(da: Vocianti – 2010)

FINIS TERRAE

È l’ultimo baluardo
l’ultima lunghezza del destino.
Più in là si oppone il non plus ultra degli dèi.

                             È un punto fermo
in una distesa verde d’erba
dinanzi a un mare
che è specchio del firmamento
e viene voglia di berlo tutto.

                             …Adesso?
Non resta che trascrivere il libro mastro:
inchiostro blu per la colonna AVERE
inchiostro rosso per la colonna DARE
– come sempre.

Abbiamo i dati definitivi – ora.

Non sono più ammesse
le matite dei filosofi.

(da: “Inconsapevoli viaggi” – 2007)

FABULA

                         In un posto qualunque del mondo
(Forse il mio cuore unto e spettinato)
Una statua aspetta da sempre
Il suggeritore della battuta.

                         In una notte qualunque nel mondo
Una puttana in bianco e nero sussurra a una statua
E con livrèe di piume s’involano
Nella vertigine d’una promessa.

                         In una notte ubriaca di stelle
Su un piedistallo dimenticato
Balla la luna e il suo peccato.

(da: “Formicaio barocco“)