Archivio mensile:ottobre 2015

L’INGANNO

ho messo al mio cuore l’abito bello
al bavero un garofano rosso
come il sangue rosso del martirio.

ci siamo incamminati dal centro alla periferia
un luogo senza strada né misura.
lì giunti – con spine di rose
l’ho crocifisso al tramonto
a un ramo sporgente.

il giorno seguente a quella potatura
dalla trincea dei miei antenati
ho teso l’orecchio dall’altra parte: nitidamente
una filastrocca ho sentito
e il raglio dell’asino.

L’AFFACCIO

                                                             so a memoria
quello che vedo dalla mia finestra:

le case dirimpetto dall’odore eretico
la strada di sotto né poco trafficata né molto trafficata
il negozio dell’antiquario
dove il passato s’incarna di nobiltà

appresso la tabaccheria con i grattaevinci appesi
i vetri oscurati dell’agenzia funebre low cost
la fermata dell’autobus con gli studenti
e i monaci del salario

all’opposto la villa comunale
col monumento alla Vittoria scacazzata dai piccioni
i vecchi infilati nei corpi
e le corse dei bambini
che intrecciano invisibili traiettorie…
             
                                                            tuttavia
come un gallo senza volo
che non corro ad affacciarmi
non passa giorno.