L’AFFACCIO

                                                             so a memoria
quello che vedo dalla mia finestra:

le case dirimpetto dall’odore eretico
la strada di sotto né poco trafficata né molto trafficata
il negozio dell’antiquario
dove il passato s’incarna di nobiltà

appresso la tabaccheria con i grattaevinci appesi
i vetri oscurati dell’agenzia funebre low cost
la fermata dell’autobus con gli studenti
e i monaci del salario

all’opposto la villa comunale
col monumento alla Vittoria scacazzata dai piccioni
i vecchi infilati nei corpi
e le corse dei bambini
che intrecciano invisibili traiettorie…
             
                                                            tuttavia
come un gallo senza volo
che non corro ad affacciarmi
non passa giorno.

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