L’INGANNO

ho messo al mio cuore l’abito bello
al bavero un garofano rosso
come il sangue rosso del martirio.

ci siamo incamminati dal centro alla periferia
un luogo senza strada né misura.
lì giunti – con spine di rose
l’ho crocifisso al tramonto
a un ramo sporgente.

il giorno seguente a quella potatura
dalla trincea dei miei antenati
ho teso l’orecchio dall’altra parte: nitidamente
una filastrocca ho sentito
e il raglio dell’asino.

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Un pensiero riguardo “L’INGANNO”

  1. Caro Giovanni Abbate,
    “Entrare” nella tua poesia, come in ogni vera poesia, richiede qualche tempo. Bisogna farsi cullare dalla tua metrica interiore, dai tuo temi, insomma nel tuo modo di essere poeta. Più uno ti legge e più ti apprezza.
    Il tuo garofano è rosso e noi, il venerdì 16 ottobre, due giorni dopo il mio compleanno (14) e un giorno dopo quello di Nietzsche (15) che fu forse poeta ancor prima di filosofo, parleremo nella mitica “saletta rossa” di Diego Guida, a Napoli. Ovviamente la tua presenza per noi sarebbe un grandissimo onore e, ancora di più, un piacere.
    Ti comunico il luogo dove puoi leggere il racconto “Amor fugit velut umbra”:

    Posted by Premio Digigraf on Saturday, October 10, 2015

    Marco ed Olivier, i Miagolatori

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