“NON È ADESSO” di Daniele Semeraro

Chi mi conosce sa che non propongo mai in questa sede libri o autori, ma, per una volta, forzando la mia indole scontrosa, sì, mi sento, eccezionalmente, di consigliare un libro e un autore: il romanzo si titola “NON È ADESSO ” – Edizioni Rai Eri, l’autore è Daniele Semeraro.
Perché un’eccezione? …vi starete chiedendo. La risposta è: perché amo la letteratura, amo la liturgia della parola scritta. Null’altro.
“Non è adesso”  e una storia che narra di un padre, di un figlio, di luoghi piccoli che sanno d’infinito,  come lo sono una famiglia o la paura di un dodicenne. È una storia semplice racchiusa nel filo spinato del dolore. La memoria che diviene carne man mano che si scorrono le pagine. È la storia di un cuore che sa di essere troppo grande per il petto di un bambino.
Daniele è un cesellatore della parola, un artigiano della descrizione. Egli la parola la vede come un muro e si munisce di scala per scoprire ciò che si nasconde dietro, e la scoperta ce la dona, intatta, con la bellezza della sua scrittura.

Con questo romanzo, nel 2014, Daniele Semeraro ha vinto il premio letterario “La giara”.

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da sx, Daniele Semeraro, Giovanni Abbate, Antonio Consales
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3 pensieri riguardo ““NON È ADESSO” di Daniele Semeraro”

  1. Bellissimo articolo nella sua concisione, il tuo, Giovanni. Una recensione letteraria dovrebbe prima di tutto dare voglia ad un (ipotetico) lettore di leggere. Effettivamente, Daniele va letto. Nel suo amore per il padre, molti di noi ritroveranno l’amore per un padre, una madre, un fratello… Bella pure la vostra foto in casa dell’Annalena, la cui camera 9 fu – dicono – cara a Montale. Un abbraccio, Giovanni.
    Olivier del blog dei Miagolatori.

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    1. Olivier caro, che piacere leggerti! Grazie per le belle parole… sì, hai ragione, Daniele va letto sicuramente! È un bellissimo romanzo il suo. All’Annalena abbiamo fatto due interessantissimi incontri: il 10, avendo per tema Montale e il suo rapporto amoroso con Irma Brandeis, la Clizia delle sue poesie (molte delle quali scritte proprio all’Annalena), e il 16, dove sono stati presenati i libri di Daniele e Marco. A dire il vero, pensavo di incontrare anche e… Ora, domenica 20, saremo allo Spazio Glicine per un incontro di lettura.
      Spero di vederti!
      Un abbraccio
      Giovanni

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      1. Carissimo Giovanni, non so più se hai il mio romanzo “Il temporale di quel pomeriggio”, oppure “Il plenilunio”, o magari entrambi, ma la vita ha voluto che in ognuno dei due miei racconti, ci sia una scena all’Annalena!… E credo, proprio nel “Temporale”, di accennare pur brevemente alla storia di Montale con la Brandeis. Purtroppo, lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Sono tornato in Francia, ho qualche proccupazione abbastanza seria di salute, e mi rendo conto con un certo stupore anzi con terrore di alcune cose. La facccio breve. Una mia ex fiorentina, con cui ho trascorso (perso, ricordi l’Odette di Proust…?) otto anni della mia vita, non ha l’elementare cortesia di rispondere ai miei messaggi. Un’altra, di cui parlo proprio nel “Plenilunio”, speravo tanto di andare a bere un caffè con lei. Impossibile… E per finire, mi dici che pensavi di trovarmi allo Spazio Glicine. Purtroppo, Marco avrebbe dovuto dirti che non ci sarei stato. Sa benissimo che sono tornato per qualche settimana, anzi qualche mesetto, in Francia… Almeno una buona notizia, ho finito un libro, “Le ragazze del Jazz Club”. Sarà un racconto molto breve, e il titolo è ovviamente legato alle “Ragazze di San Frediano” di pratoliniana memoria. In questo modo, come Pratolini ambientava i suoi libri in via del Corno a Firenze, i miei libri “Il temporale”, “Il plenilunio” e “Le ragazze del Jazz Club” si svolgono nella città gigliata. Spero che “Le ragazze del Jazz Club” venga pubblicato prossimamente e che, nuovo Aldo Sernesi, te lo potrò regalare in Primavera. Anche a Daniele, il cui libro ho letto all’Annalena, e che è molto bello. Fa piacere pensare che esistono ancora poeti, e scrittori come Daniele Semeraro o Marco Incardona. Ti ringrazio anche perché, nonostante io sia lontano, tu rimani in contatto con me e sei sempre fedele alla poesia e alal letteratura. Invece i piccoli spiriti, quando c’è la lontananza cantata in passato dal grande Domenico Modugno, non si fanno più trovare. Grazie Giovanni. Con amicza e stima.

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