NEANDERTHAL

Il bussolotto di Kronos mi gettò
in un groviglio di vegetazione
e grida di bestie che rompevano il silenzio.

Come un demone deforme
m’impaurì il fuoco
malignamente scaturito dall’alto.
Ebbi il coraggio di rubarne un poco:
era caldo e luceva
e lo custodii
perpetuandone i tizzoni
a futura memoria.

Di mezzo alla notte
fui attratto dall’odore di femmina
e mi congiunsi a lei
e mi piacque
quell’odore di fieno umido.
Quel lamento di desideri
ci piacque.
Ci tenemmo compagnia fino alla sponda del mattino.
Da quella promessa fummo uomo e donna.

Compresi la morte
– sempre immaginata come
un prolungatissimo nascondimento –
e imparai a seppellire i corpi
con fiori e cibo
perché potessero profumarsi e cibarsi
dove non v’è segno.

Una sera
mi venne di levare lo sguardo in alto
– silenziosamente.
Sentii in me farsi tenera l’inquietudine.

Pazientemente graffiai sulla roccia
le cose che mi furono belle
e questo di me che avvenne
prima delle vostre teologie.

(da: Il venditore di suoni tattili – 2007)
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