LA SCIMMIA QUERULA

Non c’è destino che non si vinca con il disprezzo
(Albert Camus)

 

La tessitura della carne
me pure avviluppa  – uomo –
in sostanza di creatura.
Sentirti rinnegare la comunanza di quel seme
è una stortura.

Ti credi compiuto.
Esatto  – fra i viventi –  nella condotta.
Ma l’animalità ti addita
dal primo caino che scagliò
come marchio di specie
la dolorosa pietra.

Altra la mia  costumanza.

Io non vesto panni
né conosco letteratura o scienza
ma intendere le tue parole
molto m’indigna
e biasimo la tua vergogna
per il cammino condiviso
fino al bivio che ci separò
dopo mille sonni.

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