PROSPETTIVE

Quella cattedrale – guarda –
con le guglie quasi a toccare il cielo
e gli arcangeli ai lati del rosone
con il Cristo assiso benedicente
e sotto – il maestoso portale
con le scene dell’Apocalisse
scolpite nel bronzo…

Dove?

(da: Il venditore di suoni tattili – 2007)

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IL COREUTA DI ARGO

La scena non è più la stessa.

Un tempo fummo folla comunità
cantori necessari di quella spaziosità concessa.
E mai mancava la sottolineatura
perché tutti capissero
quel che la vicenda narrasse
– fosse incesto tradimento o sepoltura.

Vedili ora: un manipolo attrezzati
d’improvvisati recitanti – fondali meccanizzati
microfoni altoparlanti –
sullo scenico palco smisuratamente
persi
nello spazio di quel perimetro. Li vedi
come cercare nel vuoto
le battute da bocca a bocca
saltellando come rospi di vetro.

Più non partecipiamo alla rappresentazione.

Non più preghiera. Appartenenza.
Non più il nostro intercalare
s’ode costante
quell’intermittenza nel dialogo
rassicurante
quell’intromissione…

breve
della coscienza.

 

(da: Vocianti – 2010)

STRALCIO DA UNA VITA

                                a Peter Mead – Illinois

Chi è il mio iscariota?
E quale sinedrio l’ha stabilito?
Porto la mia croce (la similitudine
io vi prego d’assolvere)
in una gerusalemme remota
e non vedo accanto il cireneo
e in cima non m’aspetta un gòlgota.

(da: Il venditore di suoni tattili – 2007)